CapitoloXVI…”AWAKE!!!”
Plick, plick, plick, plick, plick, plick…..
Il primo sole si affacciò alla finestra, luce riflessa, accecante, si trasforma in un modo magico le prime ore, cambia continuamente, lentamente, esplode silenzio.
Tic, tic, tic….
Floyd si mosse.
Tic, tic….
Floyd aprì gli occhi, il ticchettio sul vetro lo destò
Stropicciandosi gli occhi cercò di alzarsi, la prima non andò, con fatica, barcollando un po’ saltellò a chiudere il rubinetto.
Si guardò intorno come per riconoscere il posto.
"Mpfff!" fu la prima parola che disse.
Tic, tic, tic, tic,
"Bussano" la seconda.
Tic, tic…
Floyd guardò verso la porta a vetri, c’era qualcosa appoggiato al vetro.
Si avvicinò.
Opsss….
"Marina ventosa, silenziosa e umida, scintillante mia primavera…"
Era la poesia….
"Opss!" la sua poesia, la sera ad Arles.
Aprì con vigore la porta.
Frances con un sacco di borse e borsette e una torta in braccio lo guardò.
"Questa l’ha fatta la zia"
Frances gli porse la torta.
"Mercì" disse Floyd.
Prese la torta, la guardò, guardò Frances e si stropicciò i capelli.
"Ciao Frances!" lei lo baciò.
"Scusa, ma che giorno è?"
Frances fece schioccare le dita.
"Bonjour, oggi è l’alba del quinto giorno, mi fermo per un po’, ti va ?"
"Caspita !!! " disse Floyd sorridendo.
Le canne in lontananza si mossero.
Il paguro inciampò, imprecò, guardò Pascal e gli chiese:
"Ma cosa c’era nell’ampolla?".
Pascal guardò il paguro.
"Ah ah ah, era vuota!", rispose, guardò Frances e sorrise.
Anche lei sorrideva.
FINE

