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Archivio Marzo 2007

Capitolo 8 " Un ampolla di vetro "

25 Marzo 2007 Commenti chiusi


?E quello chi è??
?Non ne ho idea? rispose Sichè.
Floyd guardò Sichè, fermò l?erre 4 e scesero.
?I solito parcheggi alla speriamo che cada in acqua? disse Sichè.
?Salut, je suis Pascal, il vostro vicino?
?Il nostro vicino?? dissero in coro.
?Cosa abbiamo combinato?? chiese Sichè a Floyd.
?Da non credersi? esclamò Floyd.
?Salve vicino io sono Sichè?
?Floyd?
Pascal diede la mano cordialmente prima a Siche e poi a Floyd.
?Molto piacere disse?
Pascal si sistemò il copricapo e riprese.
?Vi piace la Camargue?? chiese.
Sichè guardò il canale.
Floyd fece invece una panoramica sulla vigna.
?Si!? risposero.
?Ho visto che avete vendemmiato, bravi, io ho qualche filare oltre il canale, mi faccio un po? di vino per me e quello in più vado al mercato a Beziere a venderlo?
Pascal si voltò verso la vigna, anche loro si voltarono.
?A chi l?avete portata l?uva??
?L?uva l?ho portata ad un certo Messianè, dopo Arles, verso Tarascon? rispose Floyd.
?E quanto vi ha dato ??
?Circa deux-cents euro?
?Mon dieu, un po? poco!?
Sichè si voltò verso Floyd con un espressione come dire, soddisfatta.
?Conviene farselo si guadagna di più sulla vendita?
?Eh, d?accordo ma non abbiamo l?attrezzatura, e sinceramente non sappiamo neppure come si fa?
?D?accord?
Pascal, si mise una mano in tasca e ne estrasse una piccola ampolla di vetro.
?Vedete questa?
I due annuirono.
?Questa è la magia della camargue?
Sichè si grattò la testa mentre Floyd guardava distrattamente Pascal che indicò la vigna.
?Bisogna dissodare prima tutto il terreno, pulirlo dalle erbacce, poi si passa ad ogni vite e si versa un bicchierino del liquido dell?ampolla, si lascia così riposare durante l?inverno fino a primavera quando escono i primi germogli?.
Lo guardavano come ipnotizzati.
?Hei, avete capito ??
Floyd diede una gomitata a Sichè.
?Si, abbiamo capito? disse Sichè.
Floyd annuì.
Pascal si avviò verso la vigna.
Fece qualche giro fra i filari, poi tornò verso di loro.
?Come supponevo, è parecchio che questa vigna vive di vita propria?
Floyd lo guardò.
?Di vita propria ?? esclamò.
?Si, di vita propria, nessuno l?ha più curata?
Pascal si incamminò nuovamente verso la vigna.
Floyd e Sichè si guardarono a bocca aperta.
?Ma che diavolo sta facendo!? esclamò Sichè.
Pascal saltellava tra i filari.
?La danza dell?ampolla? disse Floyd.
Poi Pascal tornò verso di loro.
?Quindi quando spunteranno le prime gemme bisognerà ripetere l?operazione dell?ampolla, no?!?
esclamò esausto Pascal.
?Come no? disse Sichè.
?Volete quindi una vigna rigogliosa il prossimo anno??
?Si la vogliamo?
?Che sia carica d?uva? precisò Sichè.
?Bien allora domattina sveglia presto e tutti a preparare la vigna, d?accord ??
?D?accord!?
?Ok, io proporrei un po? de vin?
?Mercì bien!? disse Pascal.
Sul tavolo all?ombra del salice c?era una bottiglia.
Sichè versò.
?Hei pascal?
?Che c?è?
?Ah ah ah?
Floyd scoppiò a ridere a vedere la buffa faccia che fece Pascal.
?In due mesi che si è qui, non ci si è mai incontrati? gli disse Sichè.
? In questo posto le cose scorrono più lentamente? disse Pascal.
?Forse ci siamo incrociati sul canale?
?Forse?
Disse Sichè
?L?altro giorno mentre tornavo dalla pesca passeggiando arrivai alla vigna?
Pascal li guardò.
?E la vigna non aveva più l?uva avete vendemmiato al momento giusto, bravi!?
Allora ho pensato che era il momento della magia.
Sono tornato a casa.
L?ampolla di vetro era pronta ma la si doveva rabboccare.
Anche la mia vigna era pronta, come la vostra!?
Pascal si chinò e prese un sasso.
Lo gettò verso il canneto.
Un gigantesco airone guardabuoi si alzò in volo.
?Visto, le cose scorrono lentamente e tutto è più rilassato, lento?
in silenzio Pascal finì il suo bicchiere.
?Posso??
Chiese.
Sichè gli versò un altro bicchiere.
?Quindi, presi l?ampolla, e mi diressi alla radura.
Segreta radura?
?Chiaro!?.
Disse Floyd.
Sichè mugolò finendo il suo vino.
?Riempita l?ampolla sono tornato e ho fatto la magia alla mia vigna?
Pascal guardò la vigna in silenzio.
?L?ampolla è sempre piena, vedete??
Pascal sgranò gli occhi verso l?ampolla.
?Vedi?? chiese a Sichè.
?Già? disse Sichè e versò il vino anche a Floyd?
?Già? esclamò Floyd.
?Tutto scorre più lentamente? concluse Pascal.
A questo punto il vecchio si alzò.
Salutò sventolando il cappello.
?Bien, allor d?accord, a domani?
?Ok? disse Floyd.
?A domani?
?D?accord? ripeté Pascal scomparendo nel canneto.

…che allah ce la renda!!!

25 Marzo 2007 Commenti chiusi


?Che Allah ce la renda? era la formula rituale con la quale i geografi arabi del medioevo iniziavano la descrizione di una città passata (o tornata: questione di punti di vista) ai cristiani. Con l?Andalusia questa formula dovrebbe valere per l?intera regione, tanto è intrisa di spirito e di segni arabi, ma non solo: Fenici, Cartaginesi, Greci e Romani abitarono queste terre, e le dominarono segnandole con molte sanguinose guerre.
L?Andalusia rappresenta tutto il sud della Spagna, con la bellezza dei suoi paesaggi, la luce limpida e impetuosa che irradia gli ulivi secolari, le maestose città islamiche come Cordoba, Granada e Siviglia. Terra di flamenco, feste e tauromachia, di paesini costruiti in cima ai precipizi della Sierra infuocata e capolavori architettonici all?ombra di palme, cortili e fontane.

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il tempo!

17 Marzo 2007 Commenti chiusi


Ma l’eterno che è in voi sa che la vita è senza tempo
E sa che l’oggi non è che il ricordo di ieri, e il domani il sogno di oggi.
E ciò che in voi è canto e contemplazione dimora quieto entro i confini di quel primo attimo in cui le stelle furono disseminate nello spazio.
Chi di voi non sente che la sua forza d’amore è sconfinata?
E chi non sente che questo autentico amore, benché sconfinato, è racchiuso nel centro del proprio essere, e non passa da pensiero d’amore a pensiero d’amore, né da atto d’amore ad atto d’amore?
E non è forse il tempo, così come l’amore, indiviso e immoto?

Ma se col pensiero volete misurare il tempo in stagioni, fate che ogni stagione racchiuda tutte le altre,
E che il presente abbracci il passato con il ricordo, e il futuro con l’attesa.

GIBRAN KALHIL

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The ancient mariner!!!!

16 Marzo 2007 Commenti chiusi


Ascolta la ballata del vecchio marinaio
guarda il suo occhio ne ferma uno su tre
mesmerizza uno degli invitati al matrimonio
fermati e ascolta l’incubo del mare
e la musica continua mentre la sposa arriva
affascinati dal suo racconto
e il Marinaio racconta la sua storia
spinto a sud verso la terra di ghiaccio e neve
un posto inesplorato
attraverso la tempesta di neve vola l’albatro
benvenuto nel nome di Dio
sperando che sia di buon auspicio
e la nave riparte verso il nord
attraverso la nebbia e il ghiaccio
e l’albatro li segue
il Marinaio uccide l’uccello di buon auspicio
i suoi compagni urlano che cosa hai fatto
ma quando la nebbia svaniscce lo giustificano
e si accollano l’onta del peccato
navigando su su verso il nord attraverso il mare
navigando su su verso il nord poi arriva la calma
l’albatro con sè porta una vendetta
una maledizione una terribile sete li colpisce
i suoi compagni lo incolpano per la sfortuna e
gli appendono al collo l’uccello morto
e la maledizione continua sul mare
e la maledizione continua per loro e per me
“Giorno dopo giorno, giorno dopo giorno.
immobili senza un soffio di vento o un movimento
immobili come una nave dipinta su un oceano dipinto
acqua acqua ovunque e tutte
le assi si ritirarono
acqua a perdita d’occhio ma non una goccia da bere”
S.T. Coleridge (1798-1834)
laggiù, urla il Marinaio
laggiù una nave all’orizzonte
ma come può muoversi senza che il vento
le riempa vele e senza la marea
guarda… viene verso di noi
si avvicina come se uscisse dal sole
guarda… non c’è equipaggio
non c’è vita a bordo ma, aspetta ci sono due
la Morte e la Morte in Vita
si giocano la ciurma a dadi
Lei vince e il Marinaio ora le appartiene
poi… uno a uno i marinai
cadono morti 200 uomini
Lei.. Lei la Morte in Vita
lo lascia vivere lui il prescelto
“Uno per uno alla luce della luna
troppo veloci per un sospiro o un gemito
uno a uno si voltarono con un dolore insopportabile
e con gli occhi maledirono
quattro volte cinquanta uomini
(e non li sentii nè sospirare nè gemere)
con un tonfo sordo, informi, senza vita
caddero, uno a uno”
S.T. Coldrige (1798-1834)
la maledizione dei loro occhi continua
il Marinaio avrebbe preferito essere morto
assieme ai serpenti marini
ma è sopravvisuto come loro
e alla luce della luna prega
che trovino bellezza non dannazione
li ha benedetti col cuore
anche loro figli di Dio
poi l’incantesimo inizia a scemare
l’albatro gli cade dal collo
affondo come piombo nel mare
poi a turno cade la pioggia
senti i gemiti dei marinaio morti
guarda si muovono e incominciano a risvegliarsi
corpi sollevati da spiriti benigni
nessuno di loro parla
e hanno gli occhi spenti
ma la vendetta non è finita la sofferenza ricomincia
cade in una trance e l’incubo continua
finalmente la maledizione cessa
e il Marinaio vede la sua terra
lo spirito abbandona i corpi da lungo morti
hanno una luce loro e il Marinaio rimane solo
poi una barca gli viene incontro
una gioia incontenibile
la barca del timoniere, suo figlio e l’eremita
la sofferenza dell’esistenza ricadrà su di lui
e la nave come piombo affonda nel mare
e l’eremita assolve il Marinaio dai peccati
il Marinaio è costretto a raccontare la sua storia
a raccontarla ovunque vada
per diffondere con il suo esempio la Parola
dobbiamo amare tutto ciò che Dio ha creato
e l’ospite è triste ma più saggio
e il racconto continua…

IRON MAIDEN

…by Samuel Taylor Coleridge.

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"Ampolla?"….no, no, sbagli…."SBAGLIO!!!"

16 Marzo 2007 Commenti chiusi


Grazia, Amore, Pace, e Pietà
Chi è negli affanni prega,
E ad esse virtù che liberano
Torna l?animo grato.

Grazia, Amore, Pace, e Pietà
E? Iddio, Padre caro,
Grazia, Amore, Pace e Pietà
E? l?uomo, Suo figliolo e Suo pensiero.

La Grazia ha cuore umano;
Volto umano, Pietà;
Umana forma divina, l?Amore,
E veste umana, Pace.

Ogni uomo, d?ogni clima,
Se prega negli affanni,
L?umana supplica forma divina,
Amore e Grazia e la Pietà e la Pace.

Da tutti amata sia l?umana forma,
In Turchi si mostri o in Ebrei;
Dove trovi Pietà, l?Amore e Grazia,
Iddio sta di casa.

WILLIAM BLAKE

l’ile de grass!!!

1 Marzo 2007 Commenti chiusi


Quando, a occhi chiusi, una calda sera d’autunno, respiro il profumo del tuo seno ardente, vedo scorrere rive felici che abbagliano i fuochi di un sole monotono;
una pigra isola in cui la natura esprime alberi bizzarri e frutti saporosi, uomini dal corpo snello e vigoroso e donne che meravigliano per la franchezza degli occhi.

Guidato dal tuo profumo verso climi che incantano, vedo un porto pieno d’alberi e di vele ancora affaticati dall’onda marina,

mentre il profumo dei verdi tamarindi che circola nell’aria e mi gonfia le narici, si mescola nella mia anima al canto dei marinai.

CHARLES BAUDELAIRE

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LA FATa verde…….

1 Marzo 2007 Commenti chiusi


L?assenzio è un liquore verde molto forte che contiene l?erba amara chiamata assenzio maggiore, reso gradevole al palato bevendolo diluito con acqua ghiacciata e zucchero. L?assenzio è stato notato per i suoi potenti effetti e rimane una sostanza vietata in paesi come gli USA, ma è oggi disponibile in Italia ai sensi delle leggi dell?Unione Europea.*

L?assenzio venne alla ribalta nel XIX secolo come una bevanda culturale decantata nei caffè francesi, la scelta preferita di artisti e poeti famosi (Hemingway, Van Gogh, Picasso, Toulouse-Lautrec, Oscar Wilde) che la bevevano per trovarvi ispirazione ed era spesso usata anche come soggetto delle loro opere.

Per molti anni l?assenzio fu considerato una minaccia seria per il settore vinicolo in Francia!

Nel 1910 furono venduti in Francia trentasei milioni di litri di assenzio. Le cifre di vendita annuali salirono a duecentoventi milioni di litri nel 1912, ma entro il 1915 tale cifra crollò a zero, poiché l?assenzio divenne una sostanza proibita.

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