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Capitolo IX “Camminando sul ghiaccio sottile”…….

12 Ottobre 2007

 

           

 

 

            La mattina seguente si alzarono presto.

Avevano concluso la serata a bere vino, e mangiar formaggio.

Lo aveva preso Frances, era piccante, buono insieme a quel vino.

Raccontarsi di come era stato comunque bello finire in quel posto allietò lo scorrere del tempo, ma come era andata in realtà.

 

Sichè era di Brest, in Bretagna, era partito con l’erre 4 luccicante.

Floyd in treno era partito molto prima per arrivare a Bordeaux  un giorno prima di Sichè.

"Lasciare San Sebastian dopo quella calda estate era quasi una liberazione" pensò Floyd.

La scuola per un po’ non lo avrebbe preoccupato, e Sichè si era laureato l’anno prima.

 

Si erano conosciuti perché Martino era amico di Etienne cugino di Sichè che abitava a Bordeaux dove era andato a studiare musica, anche Martino era lì per studiare musica.

Durante l’estate dell’anno prima avevano scelto i Paesi Baschi per la zingarata estiva.

Allora Etienne chiamò Sichè che ben felice di collaudare l’erre 4 nuova si precipitò a Bordeaux.

Il sette giugno del duemila e quattro dopo essersi ubriacati tutti e tre, partivano da Bordeaux per San Sebastian, la perla dei Paesi Baschi, Etienne, Sichè e Martino.

San Sebastian si adagia su una baia chiusa poco al largo da un’isoletta, con una spiaggia lunghissima.

Sopra questa lunga U corre la promenade di San Sebastian con la piazza e tutto il resto.

Oltre la piazza ci sono i vicoli e tutti locali, un caos veramente totale.

Oltre i vicoli la perla si distende lungo il fiume, ci sono un sacco di ponti, alcuni belli altri meno.

Baccalao a profusione, momenti di delirio godereccio.

Sotto la promenade vi è un lungo porticato che sembra non finire mai.

Sotto il porticato c’è sempre una festa.

Lì avevano conosciuto Floyd, intento a suonare insieme ad una ragazza.

"Nicla!"si presentò lei, e sorrise a Floyd, era la sua ragazza.

La gente ballava e la festa durò fino all’alba.

Si svegliarono di soprassalto, giganteschi trattori stavano rastrellando la spiaggia, passando a pochi metri da loro.

Floyd e gli altri erano ancora tutti lì, facevano il bagno.

Passarono una bella estate godereccia e si lasciarono con la promessa di rivedersi.

Si incontrarono poi a Biarriz per il capodanno, Floyd, Nicla, Etienne, Valerie, Martino e Sichè.

C’erano proprio tutti, fu un capodanno memorabile.

Così poi, si accordarono per l’estate successiva, si sarebbero incontrati tutti a Bordeaux per andare a trovare Martino che sarebbe rientrato a casa.

 

Floyd aveva quindi lasciato volentieri tutto quel bailamme all’alba di quel giorno di luglio dell’anno successivo per raggiungere Sichè a Bordeaux.

Qualche mese prima la Nicla lo aveva lasciato, spiegandogli con calma, una sera sotto al lungo porticato sulla spiaggia, che era stanca di quella vita da Bohemienne, e sarebbe tornata a Siviglia.

Floyd rimase di sasso, fece l’alba poi passeggiando su e giù per la lunga spiaggia, ma questa volta era da solo, lei non c’era più.

Quando spuntò il sole il suo purgatorio era concluso, se ne era fatto una ragione e dato una spiegazione.

La Nicla aveva scelto di tornare dal suo ex, mediamente apatico, come l’aveva descritto lei la prima volta di cui ne aveva parlato.

Floyd si era seduto ora e si chiese.

"Ma perché le ragazze alla fine preferiscono sempre quelli mediamente apatici?"

Non se lo era mai spiegato.

 

Sichè arrivò per ultimo a casa di Etienne.

Floyd gli aprì la porta.

"Ola mon ami!!!" disse Floyd abbracciandolo.

"Ma…"

Sichè rimase immobile.

Una furiosa lite tra Valerie ed Etienne lo accolse.

Floyd lo guardò e fece spallucce.

"Vieni usciamo" gli disse.

Scesero al bar sotto casa.

"OH!" disse Floyd.

"Sono due giorni che vanno avanti a urlarsi tutto il giorno, io non ce la posso fare a sopportarli fino in Italia!"

"Neppure io" disse Sichè.

Salirono quindi in casa, attesero un po’ ed approfittando del primo attimo di tregua dissero ad Etienne che loro sarebbero partiti.

Etienne guardò Valerie, Valerie guardò Etienne e ricominciarono ad urlare.

 

Da Bordeaux sarebbero poi scesi a Toulouse, Carcassone, Beziere e la Camargue, per raggiungere poi Martino in Italia.

La magia della Camargue li aveva però rallentati, distillando il tempo, Pascal aveva forse ragione ?

 

"Lasciar scorrere il tempo, lasciar a lui decidere la velocità delle cose, la lentezza accarezza dolcemente questo posto e la mia anima!"

Floyd assorto assaporava il lento risveglio della Camargue.

Erano le sette e mezza, si stava ancora bene era fresco.

Pascal uscì dal canneto.

"Bonjour!"

"Oh Pascal!"…………………..(continua).

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