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La diga sul fiume Orba! (1ST)

19 Ottobre 2012

 

La triste vicenda qui narrata è ambientata tra i boschi dell’appennino ligure e mescola vicende di fantasia a tragici fatti realmente avvenuti, la zona è il vasto territorio di confine tra Liguria e Piemonte, più precisamente nelle zone tra le province di Genova, Savona e Alessandria.

 

Breve stralcio tratto da “Il demone e la dea” by Riccardo Lucchesi.

 

Il 13 agosto 1935 alle 13 e 15 la diga di Molare collassò sotto il peso delle acque, che in seguito alla precipitazione torrenziale che si abbattè sul torrente Orba a monte della diga dalle 6 della mattina riempì fino all’orlo l’invaso del lago di Ortiglieto.

Si scaricarono a valle 25.000.000 di metri cubi d’acqua che provocarono morte e distruzione.

In realtà non fù la diga a cedere ma la diga secondaria di Sella dello Zerbino, una sbarramento ideato durante la costruzione della diga principale per elevare la capacità di invaso di altri 14 metri e frettolosamente portato a termine.

La diga di Ortiglieto quindi è tutt’ora in piedi e si erge come una cattedrale nel deserto sbarrando un inesistente bacino, in quanto l’attuale lago e il corso del fiume sono oltre il bric dello zerbino, mentre ai suoi piedi scorre silenzioso “l’Arijan della Brigne” al tempo affluente del gigantesco lago insieme al Rio Meri.

Del disastro di Molare non se ne è mai parlato abbastanza e tanti non ne sono neppure a conoscienza.

Infatti nel tempo anche i nomi delle località sono cambiati e sostituiti da nomi banali, come se la norma odierna di rottamare le cose vecchie non risparmi proprio nulla.

Gli antichi nomi delle località sul fiume nei pressi di Molare, dai nomi a volte poetici come lago “Tana” o lago del “Signorino”, sono stati sostituiti da nomi insignificanti e a parer mio anche offensivi.

Il lago sotto al ponte ora è chiamato primo lago, la “Salve Regina”, poi “Teleferica” è il secondo lago, il mitico lago “Tana” è stato trasformato in uno sterile terzo lago, la “Pisa” è il quarto e la rocca del “Cascinotto” immagino che secondo l’attuale nomenclatura sia il quinto lago e così via, resiste ancora il Canyon che sicuramente negli anni diverrà il diciannovesimo o ventesimo lago, come il Signorino diventerà il lago “prima del primo lago” e di conseguenza per andar a trovare Bruno e l’Antonella, o Il Lilla e la Enza, non ci si recherà più in Marciazza ma tra il quarantanovesimo e il cinquantaquattresimo lago!!!

E il lago del ponte della Badia di Tiglieto…

Sarà il trecentoquindicesimo lago.

 

Che amarezza queste cose mi sfiancano mi lasciano esausto.

 

Al “Ponte vecchio”, poi “Diga bassa” e secondo la nuova nomenclatura credo sedicesimo lago, iniziai da bambino con il mi’ babbo ad andare a pesca.

Il mi’ babbo aveva la fissa di pescare con l’uva bianca che un giorno gli dissi.

Ma coll’uva babbo?”

Si capisce!” mi rispose.

Infatti non si prese mai nulla!

Poi continuai ad andare, ma da solo.

Ancora oggi preferisco andar da solo e come allora non prendo quasi mai nulla.

Ma ho deciso di risparmiare il mio amato fiume e così ultimamente vado solo al mare.

A volte però si fa squadra, con Ugo, il Lantè, Lucky, Aure, Ivan e Albert e io insisto sempre per andare a Celle Ligure, il mio posto preferito, a volte mi assecondano come si farebbe con bambino o un vecchio rincoglionito.

Le prime volte che dovevo spiegare dove si trovasse il posto, mi perdevo in descrizioni chilometriche.

Allora, esci a Celle Ligure, scendi tutta la discesa dall’autostrada fino all’Aurelia, in fondo c’è un baretto e lasci la macchina lì.

Attraversi la strada e lì puoi scegliere dove andare, o subito sugli scogli lì sotto o laggiù in fondo a sinistra là dal promontorio, lì lo chiamano “La Nave”, è un buon posto, ma il mio preferito è un’altro.

Attraversata l’Aurelia, prendi a destra e fai quattro passi verso Celle, percorri la curva, guardi giù ed è lì, gli scogli prima della spiaggia libera e dei bagni a pagamento.”

Ma poi mi sono chiesto, possibile che un posto così bello non abbia un suo nome come le località del mio amato fiume?

Allora ho fatto un po’ di ricerche, ho chiesto al baretto e così ho scoperto che quel posto si chiama “Punta dell’olmo.”

 

PUNTA DELL’OLMO!!!”

 

Sono volato a casa e ho acceso il PC……

 

 

…CONTINUA.

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