Archivio

Archivio Dicembre 2012

Il demone e la dea!!!

9 Dicembre 2012 Commenti chiusi

 

Scivolando con lo sguardo lungo il vetro della finestra scendo lungo il battente di legno a quell’angolo che non è nascosto dal vetro appannato o dalla neve che gli si appiccica e di lì finalmente vedo fuori…

 

L’angolo in basso a destra è libero e inspiegabilmente sempre terso.

 

Si vede il nuovo ponte del treno che hanno costruito e mi viene da pensare che era più bello quando non c’erano ponti, neppure quello in mattoni, che secondo me, ci ha negato quel dolce isolamento che abbiamo difeso per secoli.

 

Noi, al paese siamo un po’ così, ma è la storia che ci ha fatto così, a noi non sarebbe importato difenderci dal mondo, ma per certi versi forse sarebbe stato meglio.

 

Davanti a me è seduto Cestaio, tira palline di carta alla Gigia, alcune arrivano fino a me, quelle che riesco a raccogliere le rispedisco verso Cenerentolo che si gira, Bombay lo guarda con il dito sollevato in una sorta di mulinello sfottente.

 

Il nonno di Cestaio vendeva cesti di vimine alla piazza del paese e così noi l’abbiamo chiamato da sempre, a lui non piace molto come nome ma a noi non importa.

 

Il nonno di Bombay è indiano, arrivato qui Dio solo sa come e i suoi genitori fanno da contadini e custodi del castello per i Conti, i quali danno comunque lavoro a tanti in paese.

 

Il nonno di Bombay ora che è vecchio ha lasciato il lavoro dai Conti ma noi lo incontriamo a volte quando andiamo al bosco seduto con Beppe il toscano che parlano gesticolando in modo strano e bevono da una brocca un liquido verdastro e dall’odore pungente.

 

Cenerentolo è il più piccolo di noi, e lo chiamiamo così per canzonarlo e se non fa’ come vogliamo son botte, però glielo abbiamo abbreviato perché ci sembrava un po’ troppo crudele e così ora è solo Rentolo.

 

La Gigia è Luigina, la figlia del mugnaio, il mulino è in fondo al paese, prima del lago del “Signorino”.

 

Il signorino era un nipote dei Conti che lì annegò e quindi così si chiama.

 

Poi c’è Ignazio, i suoi sono padroni di tutti i terreni della “Piana”, lui va in una scuola per ricchi a Genova, in inverno abita nella grande città e così non sempre viene con noi, ora infatti non c’è.

 

Io sono Cesco, e noi tutti insieme siamo la banda della Dea Cerere.