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La capanna della banda della “Fucina”.

17 Novembre 2013

 

E fù così che tutti i pomeriggi dopo esser stati al fiume alla nostra capanna, in silenzio passavamo davanti al mulino della Gigia e percorrendo il “Sentiero del Signorino”, raggiungevamo la capanna della banda della “Fucina” e ben nascosti osservavamo i loro movimenti.

Capimmo dopo varie settimane di appostamenti, che Arci la domenica arrivava prima degli altri, perchè sua mamma lo lasciava solo a pranzo per andare col treno a Genova da una sua vecchia zia ed insieme recarsi alle funzioni della cattedrale Anglicana della città.

Così una domenica all’inizio di agosto entrammo in azione.

Io e Rentolo ci incontrammo nel piazzale del convento delle suore, subito dopo la messa delle undici e correndo infilammo il voltino che porta giù al “Casello” dove ci aspettavano Bombay e Ignazio, arrivati lungo il binario del treno lo percorremmo per un centinaio di metri verso il ponte della ferrovia e arrivati al voltino su cui correva la strada che porta alla “Coccolina” saltammo nella boscaglia per raggiungere la radura dove c’era la capanna della banda della “Fucina” .

Verso mezzogiorno Arci arrivò e tutti noi lo fronteggiammo uscendo nella radura.

Il suo sguardo meravigliato e terrorizzato a tempo stesso fece scoppiare Bombay in una risata forte e strana e gli si lanciò addosso.

Arci cercò di dimenarsi a più non posso ma Bombay era più forte e lo immobilizzò al terreno.

Forza ragazzi fuori le corde!”

Rentolo prese le corde dalla borsa e io e Ignazio prendendo Arci sotto le braccia mentre Bombay gli teneva strette le gambe, lo mettemmo contro un’albero e mentre Rentolo lo legava Bombay gli accese il fuoco sotto i piedi.

Vedi esser razzisti a cosa porta!?” gli urlò in faccia Bombay.

La disperazione dipinse lo sguardo di Arci con un espressione tremenda e terrorizzato iniziò ad urlare.

Aiuto!!!

Aiutatemi, dove siete amici miei?”

Il fumo circondava Arci ormai completamente e le fiamme iniziarono a divampare, Rentolo intanto aveva incendiato la capanna le cui fiamme erano già alte quando accadde una cosa che ci lasciò tutti a bocca aperta, in pochi minuti il cielo si rabbuiò e un acquazzone fortissimo cadde dal cielo salvando Arci dal rogo e in parte anche la capanna.

Nel frattempo arrivò Cestaio tutto trafelato dal suo posto di guardia.

Stanno arrivando, andiamo via!”

Iniziammo a correre velocissimi giù per il boschetto, verso il fiume, eravamo ormai lontani quando sentimmo Arci che urlava aiuto agli altri che imprecavano violentemente.

Attraversammo a nuoto il fiume sotto il ponte di ferro della ferrovia e arrivati all’altra sponda ci sedemmo tutti esausti, Rentolo ed io guardavamo il cielo scaricarsi dell’acqua e Bombay e Ignazio il fumo che lentamente stava scomparendo schiacciato dalla pioggia.

Era l’undici agosto e continuò a piovere per i quattro giorni successivi…

 

tratto da “Il demone e la dea”

 

 

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