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Archivio per la categoria ‘Spettacoli’

“L’incontro con l’abate Trismegisto!”

21 Aprile 2013 Commenti chiusi

  1. Finalmente l’inverno stava volgendo al termine, si capiva dal vento che sempre più forte scendeva dai monti lungo la valle del fiume.

Le nostre giornate alla capanna, erano sempre più frequenti e più lunghe.

Attraversavamo il bosco della Dea con confidenza, non ci metteva più l’angoscia e la paura dei primi tempi, forse perché era ormai tutto verde e fiorito, il canto degli uccellini era a volte assordante e tutto intorno centinaia di Iris selvatici spuntavano ogni giorno sempre più numerosi.

Ricordo che la prima volta che ci avventurammo nella sua profondità era dicembre, non c’era neve, ma tutto era grigio nebbioso e silenzioso, Beppe il toscano non ci aveva ancora raccontato la storia della Dea Cerere e devo ammettere che una volta conosciutane la leggenda, la nostra voglia di trovare un posto tranquillo per la nuova capanna e il fascino di far parte di una banda dal nome così bello ci aiutò a vincere le paure iniziali.

Eravamo ormai convinti che la Dea ci avesse accettato e all’interno del suo bosco ci sentivamo quasi protetti e la nostra capanna al termine, alla rocca del “Cascinotto”, ci pareva sicura ed inespugnabile, protetta dal suo bosco e da lei.

Quasi ogni giorno mentre gli altri cuocevano patate, pescavano o erano in contemplazione del fiume, il nostro fiume, senza dire nulla mi allontanavo e mi addentravo nel bosco non più timoroso ma curioso.

Capitò dopo alcune volte una cosa sorprendente, vagando a caso in silenzio nel bosco vidi in lontananza una strana, come dire, una strana scultura, alcune pietre poste a dimora come una posa per sedersi come un trono pensai poi.

La prima volta che lo vidi, rimasi come incantato, ci girai attorno e poi mi sedetti.

Le successive volte che mi addentrai nel bosco non senza fatica ritrovavo quello strano trono di pietra nel suo profondo, ma non seguivo mai uno stesso tragitto, come se la sua posizione si spostasse ogni volta che lo cercavo.

Era come un trono, sì era forse il suo, delle nostra Dea Cerere?

Però lo ritrovai ogni volta, mi appariva laggiù, illuminato da un raggio di sole, sorridendo lo raggiunsi e come ogni volta mi sedetti, contemplando in silenzio il fiume che si intravedeva in fondo tra la fitta vegetazione.

Improvvisamente si oscurò tutto come per il passaggio di una grossa nuvola, non vedevo più bene il fiume e mi apparvero dinnanzi in lontananza delle mura, mura antiche.

Dall’ alto della collina vidi le sette cerchia di mura concentriche che difendevano un’antica città, le mura avevano impressi dipinti colorati e curiosi, così scesi la collina avvicinandomi alla porta d’ingresso.

Salut Messer Cesco, benvenuto alla nostra città, la città del sole, dell’uguaglianza e della giustizia, la santa città di ADOCENTYN.”

La sorpresa che mi portò il fatto che questo buffo personaggio con un cappello ornato da lunghe piume colorate conoscesse il mio nome fu forte.

Salut a te amico, ma tu chi sei?”

Io sono l’Abate Trismegisto e stò di guardia alla porta di accesso.

Ma tu Cesco sei il benvenuto e io ti condurrò in visita alla città sel sole.

Come avrai già notato osservando dalla collina, la città è circondata da sette mura concentriche su cui sono dipinte scene che raccontano dell’arte e delle scienze, il personaggio che ci guida è il navigatore Genovese che percorrendo le strade che si aprono un varco nelle mura e scendono verso il centro della città ci farà osservare le illustrazioni dei pianeti cosmici conosciuti, da Mercurio a Saturno, le stelle e il paradiso celeste tutto.

Ogni cosa conosciuta qui è rappresentata, ora alla tua destra vi sono tutte le terre e le città conosciute e abitate dagli uomini, passata le seconda porta puoi ora vedere, tutte le forme di minerali e pietre preziose.

Ora attraversiamo la terza porta e vediamo rappresentate tutte le forme vegetali della natura, oltre la quarta tutte le specie di animali che vivono sulla terra, proseguendo e oltrepassando la quinta vi sono dipinti gli antichi matematici e scienziati che ci hanno spiegato tutto quello che abbiamo visto finora e sono raccontate le immagini degli inventori delle cose meccaniche.

Oltre la sesta porta vi sono illustrate cose quasi magiche, come vascelli che navigano velocemente senza vento e senza marinai o come si possano cavalcare destrieri senza governarli sotto la stretta di mani e piedi.

Giunti oltre l’ultima porta si apre questa grande piazza e sui suoi muri laterali si distinguono chiaramente le figure dei grandi del passato, puoi vedere Mosè, Osiride, Zeus, Mercurio e Maometto.

Nell’ultima scena, il navigatore Genovese vediamo che incontra Gesù Cristo e i Dodici Apostoli.”

Rimasi incantato da tali meraviglie.

Perchè tutto questo?”

La ragione perchè esiste tutto ciò, la sua più potente energia è che tutto è raccontato per le strade e non rinchiuso in qualche libro nascosto e consultabile da pochi. che ogni essere vivente ogni ragazzo o ragazza, giovane o vecchio, mussulmano o cristiano, bianco, nero o giallo, accompagnato come io ho fatto con te lungo il sentiero corretto può vedere ed imparare tutto ciò che occorre sapere, tramite la forza evocativa delle immagini, perchè ogni cosa che esiste ha un suo perchè per esserci e deve essere conosciuta al pari delle altre.”

Al centro della piazza vi è un tempio con colonnati come nell’Antica Grecia e vi sono alcune persone che rivolte verso l’esterno della piazza alzano lo sguardo al cielo e parlano tra loro ed il brusio che creano si sente fin qua.

E quelli chi sono?”

Loro sono i ventiquattro saggi e osservano con scrupolo le indicazioni celesti per trasmettere a tutti gli uomini i momenti più propizi per la cura della terra e delle coltivazioni e la cura delle nuove generazioni.”

A lato del tempio alcuni uomini stanno scavando una profonda buca, ora altri si avvicinano portando un’alberello che mettono nella buca, tutti hanno tuniche bianche vergate da una croce rossa.

E loro che stanno facendo?”

Loro sono i prescelti per la posa in terra della quercia che segnerà il tragitto alle generazioni future, ma ora ti saluto, è tempo di tornare ognuno alle proprie cose, arrivederci Cesco!”

ma…”

Non finii neppur di salutare che una potente luce mi accecò la vista e appena mi ripresi non ero più nella piazza del tempio ma nuovamente ad osservare lo scorrere del fiume.

Dov’eri?”, mi chiese Bombay appena mi vide al mio ritorno alla capanna.

Ho fatto una passeggiata per il bosco, tutto qua!”

Bombay mi guardò per un po’, poi facendo spallucce si mise a ravvivare il fuoco.

Me lo chiese ogni volta che tornavo da questi miei giri solitari e stava diventando sospettoso, me ne accorgevo.

Però io non dissi nulla di più anche le volte seguenti.

Ho fatto una passeggiata per il bosco, tutto qua!”

Ogni volta rispondevo così, forse per tenere un segreto tra me e la Dea, forse sì, però un giorno mi accorsi che Bombay e Rentolo stavano confabulando qualcosa mentre mi allontanavo, li vidi con la coda dell’occhio e infatti mi seguirono.

Il mio giro seguiva al solito il suo percorso improvvisato ed ero sicuro che il trono improvvisamente a un certo punto mi sarebbe apparso.

Invece quel giorno non lo trovai e dopo un po’ mi nascosi dietro un cespuglio di Iris e attesi….

tratto da “IL DEMONE E LA DEA”

ADDIO GRANDE MAESTRO!!!

1 Aprile 2012 Commenti chiusi

A volte mi chiedono quale sia la mia musica preferita e non so che rispondere, direi tutta, e quando mi si chiede quali siano le mie letture preferite é lo stesso, ma ci sono alcuni che ho letto e mi hanno insegnato e indirizzato, Tabucchi è uno di loro e ora se mi si chiede quale sia la mia musica preferita non so ancora rispondere, ma sulla letteratura non ho più dubbi,… sono i libri di viaggio, quei meravigliosi racconti che Tabucchi ha prodotto, che ho letto e riletto sempre con immenso stupore e piacere e che ora che tu non ci sei più non saprei dove trovare e sono disperato perché la mia attesa di un tuo nuovo racconto ora si interrompe e non mi rimarrà altro che ricercare tutti i tuoi scritti editi e inediti accontentandomi così, e continuare a scrivere con un motivo e una risposta in più, a chi mi chiederà d’ora in avanti “perché scrivi?” avrò di che rispondere….”perché non c’era più nulla da leggere!”….la filosofia si occupa della verità ma forse dice solo fantasie e la letteratura si occupa solo di fantasie ma forse dice la verità. A. Tabucchi.

AHHH…VOGLIO ESSERE COME IL BELGIO!!!

19 Novembre 2011 Commenti chiusi

…silenziosamente rientrerò nel mondo dei miei “BLOG”, un posto più piacevole, in cui c’è meno chiasso, meno gente che strilla, dove mi trovo più a mio agio e ora che sono nuovamente qui cari blogger vi racconterò questa. Dopo aver completato il cablaggio CAT5 alla frigogenova (NDR) verso le 4 saluto tutti e me ne vado. Arrivato alla stazione vedo che il primo treno utile sarà alle 17 e 30.In fronte alla stazione di Bolzaneto c’è un bar “MAFFISSIMO” (ho un debole per i bar “MAFFISSIMI”), quindi entro.IL SECOLO XIX è già occupato, mannaggia, ma LA STAMPA è libera, prendo la mia CERES e sprofondo nella lettura. In prima c’è un incipt di Massimo Gramellini (GRANDISSIMO), che continua a pagina 16, naturalmente volo a pagina 16, trovo un bell’articolone di due pagine, do una bella GOLATA alla CERES e…”OK, MAX a noi due!” L’articolo parla del lungo addio di B.e simpaticamente io lo avrei intitolato “I MIEI PRIMI 40 ANNI, 20 DEI QUALI CON BERLUSCONI TRA I COGLIONI!!!” Quasi alla fine trovo un passaggio che ho riletto più volte perchè ogni volta “mi veniva in mente una cosa diversa”: “Durante un trasloco uno degli operai a un certo punto mi chiede”, racconta Gramellini. “A dotto’, lei pensa che il presidente venderà le sue TV?” “Me lo auguro, così assomiglieremo a un paese normale!” “Ahh io spero di no, sennò diventerà più povero e inizierà a rubare come gli altri” “Mi è venuta una tristezza infinita, a chi mi chiederà com’è l’italiano medio d’ora in avanti risponderò che l’italiano medio è un B. ma più povero!” Una goccia è caduta sulla pagina, credevo fosse una mia lacrima perchè anche a me è venuta una tristezza infinita ma era solo CERES. Quindi tra le tante che mi sono venute in mente, ricordo alcuni anni fa che gente che conosco anche bene, amici più o meno, non gli si poteva rivolgere commento su B. senza cadere in un ginepraio di stronzate tipo: “Ah l’Italia aveva bisogno di uno come lui, uno che ce l’ha fatta, uno che non ruberà perchè tanto ne ha, uno che piace a tutti, pieno di donne, di fascino etc etc”.e ora questi ne dicono peste e corna, ah quanta pazienza, la gente pensa che stare a destra faccia fico perchè è l’intraprendenza, la rettitudine, donne, potere etc. per PAR CONDICIO l’essere di sinistra fa da sempre fico perchè e la patria degli intellettuali, artisti etc etc.IO NON MI SCHIERO, LA MIA BANDIERA é UN’ALTRA DA SEMPRE e oramai che non c’è più destra e sinistra, la soluzione è un’altra…. Alla prima volta che verrà fuori il discorso sento già la frase madre, che recita più o meno così: “Solo i cretini non cambiano idea!”, già, ma secondo me è anche vero che: “Solo i cretini non la imbroccano mai alla prima!!!”.

“LA NOIA”

6 Novembre 2011 Commenti chiusi

“Floyd lo scorrere del tempo lo contava a mezz’ore, ma abbondanti, era un tempo sufficiente per godersi qualcosa di divertente, ma non abbastanza perché le cose cambiassero colore, con il rischio di trasformarsi, materializzarsi in uno degli otto peccati capitali, La NOIA”.

È UN ASTRATTO!!!

Poche righe più avanti dice: “Floyd aveva una visione dell’orizzonte della vita secondo alcuni del tutto piatta, invece potremmo dire molto astratta, come se ogni colore dovesse essere sempre presente, sempre, non so se capite, ma d’altronde in tanti non hanno capito Floyd”.

“La NOIA” è l’ottavo peccato capitale , per lui è così, lui la pensa così e nessuno potrà mai farci nulla.

 Come tutti ben sanno (?), i peccati capitali sono sette e “La NOIA” in un certo qualmodo è già uno di questi.

DANTE nella commedia  parla di ACCIDIA, gli accidiosi, cioè coloro che vivono nell’inerzia, nella perenne condizione di indifferenza all’azione, ma l’accidia è l’azione di non compiere azioni, cioè è un attivo, mentre “La NOIA” è un passivo, cioè ti capita addosso e non te ne scrolli più.

 DANTE nei primi passi della commedia appena varcate le porte dell’INFERNO, quando VIRGILIO gli rivolge la celebre frase “NON TI CURAR DI LORO MA GUARDA E PASSA…” Si riferisce ai PUSILLANIMI, che si trovano tra le porte dell’INFERNO e l’ACHERONTE, il primo dei 3 fiumi infernali, costretti eternamente a correre dietro una BANDIERA, punti da vespe e mosconi, grondanti SANGUE e LAGRIME raccolte da schifosi vermi appena toccata terra. I PUSILLANIMI sono la FECCIA degli ACCIDIOSI, coloro che non si schierarono mai con nessuno, (infatti la loro pena è correre in eterno dietro una bandiera), i VILI, coloro che nulla lasciarono nel loro passaggio terreno, nell’oltremondo DIO non li degna nè della sua misericordia e neppure della sua giustizia, relegandoli ai margini dell’INFERNO.

 I “NOIOSI”, potremmo definirli per cui “La NOIA” è per Floyd…..e anche per me l’OTTAVO PECCATO CAPITALE. ….ma d’altronde in tanti non hanno capito Floyd ..see you!!!

 

You have it!

14 Luglio 2008 Commenti chiusi

Mission accomplished

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“giovedì”…………2 nd part

16 Febbraio 2008 Commenti chiusi

 

Lasciò il porto e si incamminò fra le dune di sabbia, alte e basse, increspate dal forte vento, camminò per un bel po’ fino a scorgere il vecchio faro.

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buona befana e buon 2008!!!

6 Gennaio 2008 Commenti chiusi


 

Il mar del tempo ebbe cinque anni bassa marea, lunghe ore fecero la sabbia libera di strisciare avanti e indietro, da quando restai preso nella trama di tua bellezza, e rete fu la mano a cui il guanto toglievi.

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