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Archivio per la categoria ‘On the road’

“il demone e la dea”, l’intervista di Simonetta di kiwiki-radio-blog.

29 Aprile 2014 Commenti chiusi

-Sintesi impressionante, tre storie in 100 pagine

Quali sono queste storie?

-Il racconto principale narra di una leggenda di paese, accennata nel libro di Paolo Albertelli.

La seconda storia è la storia di Molare, una storia millenaria, mentre la terza racconta di un tesoro. Si tratta del mitico tesoro di Re Salomone, trafugato dai cavalieri Templari in Terrasanta e portato in Occidente. Ho solo accennato questi fatti, non volevo certo narrare del Graal… Esistono migliaia di libri sull’argomento, raccontati da signori molto preparati. Volevo solo dare una mia interpretazione, soprattutto per le coincidenze che ho trovato.

-Chi è l’abate Trismegisto?

-L’abate Trismegisto è il gran maestro degli alchimisti vissuto nel 3000 A.C. in Egitto, un personaggio leggendario che Cesco incontra nel bosco della Dea Cerere.

-Ah, queste storie mi piacciono, continua…

-L’incontro che Cesco fa nel bosco con l’abate Trismegisto che gli racconta della città del sole, era per enfatizzare quell’aura di magia che si crea nel bosco della Dea.

L’abate nei successivi incontri gli racconterà altre cose, fino alla rivelazione che farà su un tesoro, nientemeno che quello dei Templari. Prima di scomparire per l’ennesima volta gli dice “Ricorda Cesco il tesoro è nascosto tra l’olmo e la quercia!” come recita la tradizione templare.

-Parliamo di Alchimia…

-In un famoso libro di Paracelso si dice che il primo comandamento dell’Alchimista è non rivelare cosa sia l’Alchimia. L’Alchimia riporta subito alla mente la pietra filosofale e cioè quella che tramuta il piombo in oro. E’ la trasformazione da uno stato basso, poco nobile, ad uno elevato e nobile che si applica ad ogni arte o disciplina. In poche parole l’Alchimia è questo: una trasformazione, un’elevazione. Il suo più alto insegnamento è l’elevazione personale durante la nostra vita terrena e soprattutto spirituale, infine il processo Alchemico porta all’incontro con Dio.

-Perché scrivere?

-Questa è la domanda a cui non c’è risposta, o meglio, le risposte sono infinite.

Una scrittrice in un film giallo alla domanda del detective sul perché scrivesse, lei rispondeva:

“Per imparare a mentire!”. Risposta interessante ma non è la mia preferita, d’altronde lei era un’assassina. Camilleri dice che gli piace raccontarsi storie, c’è chi lo fa perché ama la solitudine, De Andrè scriveva perché aveva paura di perdere il ricordo dei suoi personaggi o per scivolare in una storia e non essere più riconoscibile…Naturalmente prima che uno scrittore io sono un lettore, ma un po’ atipico, nel senso che leggo tutto quello che vedo. Ad esempio se si va in pizzeria leggerò sicuramente tutte le etichette, dell’olio, acqua, birra, vino, grissini, la marca della tovaglia e tutta la lista delle pizze, ingredienti compresi, anche se poi prenderò una 4 stagioni come sempre. Tempo fa sul SecoloXIX, lessi un’intervista ad Antonio Tabucchi, una delle ultime poco prima della sua morte, e alla domanda del giornalista sul perché scrivesse lui rispose: “Bene, semplicemente perché non c’era più nulla da leggere!!!”. Ecco, questa è la mia preferita. Ovviamente la risposta era elusiva, ci sarà sempre qualcosa da leggere, vuoi mettere, con tutte le etichette che ci sono… ma nella fattispecie e cioè su Molare, le cose scritte sono veramente poche ed è un vero peccato, perché è un paese con una storia millenaria piena di eventi. Oltre a quelli sul fatto tragico del crollo della diga di Molare (tra l’altro anche il mio racconto ci ruota intorno) non esistono racconti diciamo di narrativa ambientati a Molare.

Quando ho trovato accennata nel libro fotografico “Gli anni lontani”, tra l’altro molto bello, la leggenda dei ragazzi che fermarono il treno, ho fatto qualche ricerca perché mi aveva molto impressionato. Non trovando nulla ho deciso che la leggenda me la sarei inventata io. Da lì nasce “Il demone e la dea”.

-Il tesoro è veramente sul monte Beigua?

-Questa serie di coincidenze sui nomi delle località del nostro territorio e quelle dei Catari nella linguadoca francese è curiosissima. Tanti anni fa, a Genova, passeggiavo in piazza Colombo dove ci sono le bancarelle dei libri usati, e ad un certo punto mi fermai a caso davanti a una bancarella. In bella vista c’era “Il santo Graal” di Baigent, Leigh e Lincoln, un racconto straordinario di 500 pp che ripercorre tutta la storia dell’occidente dalla nascita di Gesù Cristo in avanti. Una storia di 2000 anni. Alcune cose le avevo già sentite ma rimasi incantato dal racconto e incuriosito. Anni dopo, e per due volte, mi recai in “pellegrinaggio” a Rennes le Chateau, dove si dice sia nascosto il tesoro dei Templari. Lì si erano insediati i Catari, loro eredi materiali e soprattutto spirituali.

Tanti luoghi della nostra meravigliosa valle Orba e zone circostanti richiamano più di un nome delle località intorno a Rennes le Chateau. Un’ altra coincidenza strana è che, ormai da decenni, sul Beigua, dentro la montagna, esiste veramente un gigantesco tesoro e cioè una miniera di titanio. Si dice,però, che debba rimanere così, “nascosta!”. Io ho fatto i miei calcoli e, secondo questi, il tesoro sarebbe nascosto sul monte Beigua, tra un olmo e una quercia, in un punto preciso che nel racconto descrivo durante una mia gita estiva . Ho immaginato, dopo esser rimasto in contemplazione seduto nella radura, di aver salutato tutti prima di andarmene, ma “TUTTI CHI?” se ero da solo…

Sai perché nella tradizione occidentale il giorno più funesto è il venerdì 13?

-No, perché?

-All’alba di venerdì 13 ottobre 1307, furono sterminati tutti i templari della Francia per ordine di Filippo IV detto “il bello” in accordo con il papato che poi concluse la sua terribile opera comandando la famigerata crociata contro gli albigesi e sterminò tutti i Catari. Filippo il bello della dinastia dei Capetingi usurpò il potere ai Merovingi discendenti diretti di Gesù Cristo.

Da noi si dice che sia il venerdì 17, secondo me per volere del cattolicesimo, che lo ha deliberatamente cambiato per distogliere l’attenzione dal venerdì 13 in maniera che nessuno se ne chiedesse la ragione. Infatti il venerdì 17 non ha alcun significato e nessun collegamento storico. Ne hanno occultato il significato e la verità come solitamente hanno usato fare nei secoli, ma questa è un’altra storia.

-Un’ultima domanda, chi sono il demone e la dea?

-Semplicemente dal dualismo cataro che mette in contrapposizione gli opposti da cui tramite il processo alchemico si raggiunge la perfezione e si incontra Dio, posso dire che il demone e la dea sono la stessa cosa…il nostro amato fiume.

A proposito Simonetta, sai che giorno è oggi?

-Venerdì 13.

-Già!

ADDIO GRANDE MAESTRO!!!

1 Aprile 2012 Commenti chiusi

A volte mi chiedono quale sia la mia musica preferita e non so che rispondere, direi tutta, e quando mi si chiede quali siano le mie letture preferite é lo stesso, ma ci sono alcuni che ho letto e mi hanno insegnato e indirizzato, Tabucchi è uno di loro e ora se mi si chiede quale sia la mia musica preferita non so ancora rispondere, ma sulla letteratura non ho più dubbi,… sono i libri di viaggio, quei meravigliosi racconti che Tabucchi ha prodotto, che ho letto e riletto sempre con immenso stupore e piacere e che ora che tu non ci sei più non saprei dove trovare e sono disperato perché la mia attesa di un tuo nuovo racconto ora si interrompe e non mi rimarrà altro che ricercare tutti i tuoi scritti editi e inediti accontentandomi così, e continuare a scrivere con un motivo e una risposta in più, a chi mi chiederà d’ora in avanti “perché scrivi?” avrò di che rispondere….”perché non c’era più nulla da leggere!”….la filosofia si occupa della verità ma forse dice solo fantasie e la letteratura si occupa solo di fantasie ma forse dice la verità. A. Tabucchi.

"…lo sapevo che finiva così!!!"

19 Aprile 2007 Commenti chiusi


Eccoci qua, in quattro, l’abbiamo fatta, beh, questa è la foto ricordo, Enfry, Carlone, Davide e moi!
Week end di pasqua, zingarata sul PO, il grande fiume.
Si parte verso Cremona, ci aspetta Fabio, ci metterà lui in acqua.
Il gommone è pronto, motore da 25 cavalli, saremo delle schegge impazzite.
Ci si vede alle otto al “Porto belforte”, c’è sempre chi è in ritardo, io sono fra quelli, anche Carlone che avrà un risveglio alla trainspotting dirà lui.
Enfry non ci aspetta più, è partito ma lo fermiamo in tempo, prima di prendere l’autostrada.
Bene, ci siamo, prendiamo l’ autostrada.
Fabio è simpaticissimo, ci regala anche un salame gagliardo, l’acqua e una boccia di vino.
Si parte.
Da Cremona si risalirà il PO fino a Pavia, dove ci aspetta il Nando, amico di vecchia data, dei bei tempi.
Ha trasformato la sua tenuta in un agriturismo, gagliardo, nel bel mezzo della campagna pavese….il sogno, un silenzio…
Il PO è bellissimo, larghissimo, ci perdiamo in questo parallelo livello….silenzio.
Ok, grandiosi, la zingarata inizia, è tutto sospeso sull’acqua, mi sento in me.
Dopo un’oretta ci si ferma all’attracco di Regona per festeggiare un po’.
Si prosegue e più avanti ci fermiamo su una spiaggia a distillare il tempo.
Ripartiamo e sentiamo un bruttissimo rumore, Carlo dà molla al motore.
Boh!
“Abbiamo preso un sasso” dice Enfry.
Proseguiamo ma ci accorgiamo di aver rotto l’elica.
NAUFRAGIO!
Si, naufraghiaaamo su una spiaggia.
IO faccio un giro oltre l’argine per vedere che c’è.
“Siamo nel bel mezzo del nulla!” dico quando torno sulla spiaggia ma non mi caga nessuno, la masima preoccupazione è non bruciarsi con l’insolazione….
“Lo sapevo che sarebbe finita così, naufraghi nel bel mezzo del nulla…….

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Un luogo!

6 Dicembre 2006 Commenti chiusi

Un’aperta campagna,ondulata, sinuosa, prospera. Mi fermo per ammirare. Il silenzio è tale che ti asciuga gli occhi… Entri come in un quadro, solo lì la si ammira veramente, e dopo le prime due curve ti ci ritrovi dentro. L’odore dell’ignoto…mi fermo e ascolto. Lontani sospiri di vento la muovono, vorrei urlare e lo faccio. La mia voce corre su ogni collina, rimbalza, si ferma per poi tornare… Poi tutto si apre lasciandomi a bocca aperta, in silenzio procedo, ha un colore magico questo luogo. Lascio la strada e scivolo lentamente sull’erba. Sono nel bel mezzo del prato, lontano da tutto, odo voci lontane che si perdono per poi ritornare…….

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…non siamo ombre rosse, ma guerrieri di un popolo che non vuole morire.

29 Marzo 2006 Commenti chiusi


“Quando siete giunti in questa terra avete trovato un popolo dalla pelle rossa.
Era in armonia con tutti gli esseri viventi.
ma voi non avete visto la sua bellezza.
Al contrario lo avete considerato un animale, un selvaggio primitivo.
Poichè avete perduto la sua bellezza sul cammino della vostra civiltà, guardate ora la disperazione che gli ha dato l’avervi conosciuto.
E in quella disperazione ammirate quella che ogni giorno date a voi stessi.”

Nuvola azzurra, Sioux Lakota.